I vini naturali

Vini vegani e vini biodinamici

I VINI NATURALI

L’ebbrezza sostenibile

Il mondo dei vini è straordinario e variegato. Un’inclusione illimitata di origini, terroir, consistenze e profumi. La definizione di un’etichetta si fa, tuttavia, sempre più sfaccettata. Non basta conoscere i vitigni di provenienza o il periodo di affinamento. Ad indicare la qualità di un vino entrano in campo l’adesione a protocolli amici della natura e dell’ambiente. Non solo annate e aromi delle barriques ma concimazioni biodinamiche, lieviti autoctoni, pulizie naturali e assenza di proteine animali.

Tutto un mondo ancora in via di esplorazione quello dei vini naturali. Un universo che porta con sé grande consapevolezza e voglia di innovazione. La definizione ‘vino naturale’ indica vini la cui produzione è realizzata senza l’uso di additivi chimici e con una vendemmia manuale. Ma non esistono in realtà protocolli specifici contrariamente a quanto avviene per vini biologici, vegani e biodinamici. Ma cerchiamo di capire quali sono le differenze che caratterizzano queste differenti produzioni.

I vini biologici aderiscono a protocolli specifici e prevedono una coltivazione che esclude l’uso di antiparassitari o concimi chimici di sintesi. Nelle fasi di vinificazione e affinamento, è prevista la facoltà di usare solo alcuni additivi e coadiuvanti la cui origine biologica deve essere a sua volta certificata.

I vini vegani invece sono realizzati senza l’uso di prodotti di origine animale. Nella viticoltura tradizionale infatti è diffuso l’utilizzo di chiarificanti e coloranti quali albumina d’uovo o di sangue, caseina, gelatine animali, ossa. Nei vini certificati vegan sono tutti banditi garantendo un prodotto senza allergeni e indubbiamente più rispettoso dei ritmi della natura.

I vini biodinamici sono forse i più ortodossi in materia di rispetto della natura. Oltre infatti ad alcuni degli elementi che appartengono ai vini biologici e vegani, quelli biodinamici si caratterizzano per una produzione che tiene conto anche di vibrazioni, calendari lunari, e spray omeopatici in un approccio che si può definire olistico. Un ecosistema affascinante e complesso, quello delle produzioni biodinamiche, che ritrova i suoi fondamenti nei prìncipi della fisica quantistica e della geobiologia.

Quello che seduce di queste metodologie è il loro essere al contempo passato e futuro. Il loro richiamo ad un contatto con la terra dimenticato proietta istantaneamente al futuro cercando di dimenticare le produzioni dell’oggi, figlie della chimica, che hanno reso un prodotto così carico di valori un banale articolo da bancone del supermercato. Lode dunque agli imprenditori che hanno creduto, anche in tempi non sospetti, ad un vino migliore.

Le mie etichette preferite

QUERCIABELLA – Toscana

Querciabella è una della più prestigiose cantine della Toscana nonché pioniera del biologico e biodinamico in viticultura. L’azienda infatti si converte biologica nel 1988 e biodinamica nel 2000. Un’attenzione spasmodica alla salvaguardia dell’ecosistema e alla tutela delle ricchezze autoctone quella di Querciabella che si traducono in vini di grande spessore. Tra le loro etichette di punta il Batàr, un blend di Chardonnay e Pinot bianco.

QUADRA – Franciacorta

Cantina tra le più note della Franciacorta si dimostra anche pioniera dei vini vegan con il suo Green Vegan Brut. Un vino che è sintesi della loro filosofia e della loro idea di Franciacorta. Una visione che mira all’essenza e che ripropone nelle uve e nella loro cura rispettosa il fulcro del loro progetto vino. Ottenuto da uve Chardonnay, Pinot bianco e Pinot nero coltivate e raccolte nelle loro vigne, viene affinato per oltre 48 mesi in bottiglia a contatto con i lieviti.

LECLERC BRIANT – Champagne

Questa cantina propone Champagne di rara eleganza e finezza. Leclerc-Briant ha il vanto di aver convertito al biologico, grazie ad un’intuizione di Bertrand e Jacqueline, i terreni da cui producevano il loro Champagne nel lontano 1964. Un percorso che ha avuto il suo termine nell’anno 2002 con la totale conversione in biodinamico e con l’ottenimento, in seguito, della certificazione vegana (in nessuna fase della vinificazione si utilizzano sostanze provenienti dal mondo animale). Bottiglia d’eccezione il loro Champagne Brut Nature Abyss 2012.

Verde Camilla Parmigiani

Ciao. Sono Verde Camilla Parmigiani e solo l’autrice di questi articoli. Segui Vegan Set sui social se vuoi rimanere sempre aggiornato.

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